Tra le pagine

Coscienza

By 22 Dicembre 2018 No Comments

La nebbia della mia confusione si dissipava d’un tratto e ora comprendevo che non c’era natura o inclinazione che io dovessi accettare o rispettare, né alcuna diversità che io avrei potuto ancora decantare. Non avrei avuto più la forza di coprirlo ancora, e comprenderlo e scusarlo, poiché non c’era altra verità su quell’uomo se non quella che io stessa per anni avevo, con forza, negato.
Andrea era un fuggiasco. Anche lui come suo padre. Con la differenza che a me non l’aveva taciuto e che comunque mi amava. Di un amore imperfetto, privo di un corpo che mi donasse calore, monco di braccia in cui trovare rifugio, muto di voce per arrivare al mio cuore.
Ma un figlio no. Un figlio cambiava le cose. Non puoi fuggire di fronte al pianto di un figlio, non puoi ignorarne il bisogno e la fame, e non puoi amarlo di un amore imperfetto, mutilato della certezza di averti al suo fianco.
Con un sospiro abbandonai la testa sullo schienale del divano alzando gli occhi al cielo con serena rassegnazione. La nostra storia si sarebbe conclusa nella stessa maniera in cui era cominciata tanti anni prima e che il momento di portarla a termine era ora.

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